Bagno di Romagna

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La Geografia del Territorio

Bagno di Romagna è situato nell'Appennino, circa 50 km a sud di Cesena e 77 a nord di Arezzo. Parte del suo territorio è compreso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, all'interno del quale è presente la Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, la prima istituita in Italia e una delle più pregiate d'Europa.

Ad un'altitudine di 500 m s.l.m. le sue montagne, meta di camminatori ed escursionisti, sfiorano i 1.500 m s.l.m.
Il territorio si sviluppa prevalentemente lungo la vallata del fiume Savio e in parte lungo la vallata del fiume Bidente, fino a raggiungere la dorsale appenninica confinante con la regione Toscana.

La Storia di Bagno tra romagna e toscana

Le prime tracce di insediamenti umani risalgono all'Età del bronzo, come mostrano i ritrovamenti di monili e reperti nelle zone limitrofe di Rio Salso, San Silvestro e Selvapiana.

Il primo periodo di prosperità si ebbe durante l'Impero Romano, con l'aumento della popolazione residente nel vicino centro di Sarsina, la costruzione di un sistema efficiente di vie di comunicazione che collegavano il centro con la città di Cesena e con le attigue valli umbre e bidentine e con la realizzazione del primo “Balneum”, un impianto termale privato, attorno al quale si sviluppò in seguito l'abitato di Bagno di Romagna.

Alla caduta dell'Impero corrispose anche la crisi di Bagno, crisi che culminò nella sua distruzione ad opera dei Goti nel 540.

Si ritorna ad avere notizie di Bagno di Romagna solo nei primi decenni del IX secolo, con la presenza di una pieve dedicata a Santa Maria e l'annessa autorizzazione alla fondazione di un monastero benedettino nelle vicinanze. Il paese riprende a fiorire attorno al complesso sacro.

Una certa tranquillità viene vissuta sotto il dominio della potente famiglia dei Guidi, che alla fine del XIV secolo vanta il possesso di numerosi borghi e castelli siti nell'Appennino tosco-romagnolo.
È proprio in questo periodo che Bagno di Romagna viene fortificata con una cinta muraria e viene istituito un piccolo, ma fervido, mercato di merci che col tempo, da piazza, si evolverà nell'abitato di San Piero in Bagno.

Terminata la dominazione dei Guidi, nel 1404 Bagno entra nell'orbita fiorentina.
Territorio della Repubblica di Firenze, rimarrà dominio dei Medici, e del successivo Granducato di Toscana fino al 1860.
Sotto i Medici, Bagno di Romagna diviene "Capitanato", le sue Terme sono frequentate anche da ospiti illustri, tra cui uno dei figli di Lorenzo il Magnifico e lo scultore Benvenuto Cellini.

Bagno di Romagna diviene un importante centro di passaggio, una vera e propria "porta di Romagna" per chi viene dalla vicina Toscana o dall'Umbria o per chi effettua il percorso in senso contrario, dalla pianura padana alla Valle del Tevere.

Con l'Unità d'Italia, Bagno si trova compresa nei territori della Regione Toscana, sotto la provincia di Firenze.

nel 1923, in seguito agli spostamenti dei confini regionali voluti da Benito Mussolini che, da romagnolo, volle riuniti i comuni dell'ex circondario di Rocca San Casciano alla Romagna, Bagno di Romagna entra a far parte della Provincia di Forlì.

Oggi Bagno di Romagna è un fiorente centro turistico, in virtù delle sue stazioni termali, rinomate in tutta Italia.

Bagno di Romagna Bandiera Arancione

La Bandiera Arancione è il marchio di qualità turistico ambientale del Touring Club Italiano rivolto alle piccole località dell'entroterra che si distinguono per un’offerta di eccellenza e un’accoglienza di qualità.

L’ottenimento del marchio avviene in base a diversi criteri tra i quali:

  • la valorizzazione del patrimonio culturale

  • la tutela dell'ambiente

  • la cultura dell'ospitatlià

  • l'accesso e la fruibilità delle risorse

  • la qualità della ricettività, della ristorazione e dei prodotti tipici.

Perché Bandiera Arancione a Bagno di Romagna?

"La località si distingue per un efficiente servizio di informazioni turistiche, grazie all'ufficio dedicato accogliente e ben segnalato e per la buona conservazione del centro storico, all'interno del quale il traffico è limitato. Grande è anche la cura e l'attenzione per l'arredo urbano e per il verde pubblico e numerose e varie sono le tipologie di strutture ricettive presenti sul territorio."

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